Risposta:
Le pompe di calore Kolant EVI sono in grado di funzionare correttamente anche nelle rigide condizioni climatiche della Scandinavia. La loro tecnologia di base è ottimizzata specificatamente per gli ambienti a bassa temperatura, rendendole pienamente compatibili con il clima locale.
La tecnologia EVI (Enhanced Vapor Injection) migliora significativamente le prestazioni di riscaldamento a bassa temperatura grazie alla compressione quasi a due stadi e al design che prevede un aumento dell’entalpia tramite iniezione di vapore: negli inverni tipici della regione (da -2 °C a -6 °C), il coefficiente di prestazione (COP) raggiunge valori compresi tra 3,0 e 3,5, ovvero 20-40% superiori rispetto alle pompe di calore tradizionali; anche a temperature estremamente basse (da -15 °C a -30 °C), è comunque in grado di mantenere oltre il 70% della potenza termica nominale con un COP stabile superiore a 2,0, superando di gran lunga il limite di attenuazione a bassa temperatura delle pompe di calore tradizionali. È in grado di far fronte persino al freddo estremo di -30 °C che si registra nei pressi del Circolo Polare Artico.
Queste unità soddisfano le esigenze di utilizzo della Scandinavia: utilizzano refrigeranti ecocompatibili a basso GWP, conformi alle rigide normative locali in materia di emissioni; il design di tipo split, combinato con un sistema di scambio termico antigelo, impedisce il congelamento delle tubazioni; il costo di esercizio è 2-3 volte inferiore rispetto al riscaldamento elettrico e la durata di vita raggiunge i 15-20 anni, in linea con gli standard dei sistemi di riscaldamento locali. Solo in rare occasioni di temperature estremamente basse (come periodi prolungati di freddo intenso al di sotto dei -30 °C) è necessario un riscaldamento ausiliario di breve durata, che non influisce sul funzionamento quotidiano stabile. Si tratta di un’opzione di riscaldamento efficiente ed ecologica per la regione.




